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Partecipazione Assemblea 17/19 giugno 2005
(minimo 50 euro)

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Informativa art. 7 Dlgs. 196/2003 e consenso al trattamento dei dati personali.

Secondo la legge indicata, il trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell'articolo 7 della legge predetta, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni. I dati da Lei forniti, rientranti nel novero dei dati sensibili di cui al relativo art. della legge poiché idonei a rivelare le opinioni politiche, verranno trattati, nei limiti indicati dall'Autorizzazione generale del Garante n. 3/2000 (Pubblicato nella GU n. 229 del 30/9/2000) e delle eventuali successive reiterazioni, con modalità informatiche, per finalità politiche e di sostegno economico, proprie del Comitato Promotore referendum e del Partito radicale ai quali i dati stessi potranno essere comunicati. Il titolare del trattamento è il Comitato Promotore referendum. Il responsabile del trattamento è il Comitato Promotore referendum. Al responsabile del trattamento Lei potrà rivolgersi, anche per il tramite di procuratori nominati per iscritto, per far valere i Suoi diritti, così come previsto dal relativo art. del Dlgs. 196/2003, e cioè il diritto di conoscere l'esistenza di trattamenti di dati che possono riguardarlo; di ottenere, a cura del titolare o del responsabile, senza ritardo la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, la comunicazione in forma intellegibile dei medesimi dati e della loro origine, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, qualora vi abbia interesse, l'integrazione dei dati, l'attestazione che le operazioni richieste sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Nonché il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che lo riguardano.

17-19 giugno 2005 - Assemblea radicale a Roma.

Cara amica, caro amico,

l’esito dei referendum del 12-13 giugno realizzerà - in positivo o in negativo - una svolta storica per il nostro Paese, in particolare rispetto all’affermazione della libertà di coscienza e di ricerca scientifica, della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà religiosa.

In caso di mancato raggiungimento del quorum, le burocrazie partitiche e vaticane che hanno lanciato l’offensiva antireferendaria - occupando sia le istituzioni che i mezzi di informazione - ne riscuoteranno i dividendi in termini di ulteriore soffocamento degli spazi di libertà personale, civile e politica dei cittadini italiani, e in particolare dei cittadini cattolici.

In caso di successo referendario, si apriranno invece scenari e prospettive di riforma laica e liberale, anche se dovremo prepararci a battere i tentativi di tradimento della volontà popolare e della Costituzione, come già accaduto tante volte in passato con i successi referendari, dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti alla riforma elettorale maggioritaria.

Per questo, abbiamo deciso, di promuovere un grande appuntamento pubblico che sia in grado di immaginare e realizzare - subito dopo il voto referendario - risposte adeguate. Dal 17 al 19 giugno vogliamo riunire a Roma un’assemblea che sarà convocata solo se sarà garantita la presenza di almeno 1.000 partecipanti, cioè di mille persone che, entro domenica 5 giugno, ci abbiano fatto pervenire il preannuncio della partecipazione e il versamento di almeno 50 euro. E questa condizione di mille partecipanti è posta proprio per garantire che si tratti di un’assemblea capace di assumersi in modo non velleitario impegni ed obiettivi all’altezza della situazione post-referendaria.

Trentuno anni fa, nel 1974, il successo referendario sul divorzio aprì la porta non solo ad altre conquiste storiche (la legalizzazione dell’aborto, e quindi la sconfitta della piaga dell'aborto clandestino; la riforma del diritto di famiglia; il voto ai diciottenni...), ma fece scoprire al mondo un'Italia diversa, di cui tanti neppure sospettavano l'esistenza. La stampa internazionale titolò su un'imprevista e bellissima Italia laica e occidentale, emancipata da ipoteche oscurantiste, autoritarie, antimoderne.

Anche stavolta l'attenzione sarà fortissima. Di cosa parlerà il mondo il 14 giugno? O di un’Italia che si sarà confermata all’altezza di quelle acquisizioni civili, rinnovando una tradizione di tolleranza, e facendo conquistare a tutti (anche agli sconfitti nel voto) una libertà in più; oppure, per la prima volta dopo decenni, della riscossa, della prepotente rivincita di una minoranza fondamentalista, incapace di convincere la maggioranza dei cittadini (e meno che mai, dei cattolici italiani), ma in grado - questo sì - di far vincere un riflesso di indifferenza, di disinteresse, di astensione.

Altre volte nella storia, la "piccola" e "marginale" Italia ha regalato al mondo cose rilevanti, incluse grandi tragedie. Anche stavolta, la posta in gioco non è e non sarà solo italiana: può partire dall’Italia, in un senso o nell’altro, un messaggio davvero globale.

Nessuno scontro tra "laici" e "cattolici", dunque: anche perché, in tutti questi decenni, i cattolici italiani hanno sempre votato dalla parte delle libertà, distinguendo tra le proprie personali opinioni e la necessaria laicità delle leggi dello Stato. Ma un confronto duro tra i liberali da una parte (laici e credenti), e gli integralisti dall’altra, desiderosi di imporre una coincidenza tra "peccato" e "reato", tra "articoli di fede" e "articoli di legge".

Ecco perché è necessario e urgente, in entrambi i casi, prepararsi a governare politicamente gli esiti del voto referendario. E i "mille" concreti preannunci di partecipazione costituirebbero la garanzia anche di presenze "altre" rispetto a quelle che da settimane o da una vita assicurano le risorse umane ed economiche per l’iniziativa radicale: l’assemblea infatti si terrà solo se insieme a loro ci saranno, ad esempio, centinaia di donne e uomini delle scienze e della cultura, di credenti, di ricercatori ed accademici, di medici e persone malate che - come Luca Coscioni - scelgano di fare della propria situazione di debolezza fisica una occasione e una condizione di forza politica, cittadine e cittadini non rassegnati al degrado politico, civile e democratico in atto.

Mauro Barni, Gilberto Corbellini, Giulio Cossu, Luca Gianaroli, Claudio Giorlandino, Armando Massarenti, Luigi Montevecchi, Mirella Parachini, Donatella Poretti

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Per preannunciare la propria partecipazione, si può chiamare lo 06-689791, oppure inviare un fax allo 06-68805396, una email a segreteria.roma@radicali.it o aderire direttamente compilando il form qui accanto.

Il versamento della quota di partecipazione di 50 euro, si può effettuare con carta di credito, telefonicamente (06 6826) oppure con un versamento intestato al Comitato Promotore referendum (specificando la causale "assemblea di giugno") alle seguenti coordinate:

SAN PAOLO BANCO DI NAPOLI
CIN: L
ABI: 01010
CAB: 03201
c/c n.: 000027007608

POSTE ITALIANE
CIN: O
ABI: 07601
CAB: 03200
c/c n.: 000033281023