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| 17-19 giugno 2005 - Assemblea
radicale a Roma. |
Cara amica, caro amico,
l’esito dei referendum del 12-13 giugno realizzerà - in
positivo o in negativo - una svolta storica per il nostro Paese, in particolare
rispetto all’affermazione della libertà di coscienza e di
ricerca scientifica, della libertà di manifestazione del pensiero
e della libertà religiosa.
In caso di mancato raggiungimento del quorum, le burocrazie partitiche
e vaticane che hanno lanciato l’offensiva antireferendaria - occupando
sia le istituzioni che i mezzi di informazione - ne riscuoteranno i dividendi
in termini di ulteriore soffocamento degli spazi di libertà personale,
civile e politica dei cittadini italiani, e in particolare dei cittadini
cattolici.
In caso di successo referendario, si apriranno invece scenari e prospettive
di riforma laica e liberale, anche se dovremo prepararci a battere i tentativi
di tradimento della volontà popolare e della Costituzione, come
già accaduto tante volte in passato con i successi referendari,
dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti alla riforma
elettorale maggioritaria.
Per questo, abbiamo deciso, di promuovere un grande appuntamento pubblico
che sia in grado di immaginare e realizzare - subito dopo il voto referendario
- risposte adeguate. Dal 17 al 19 giugno vogliamo riunire a Roma un’assemblea
che sarà convocata solo se sarà garantita la presenza di
almeno 1.000 partecipanti, cioè di mille persone che, entro domenica
5 giugno, ci abbiano fatto pervenire il preannuncio della partecipazione
e il versamento di almeno 50 euro. E questa condizione di mille partecipanti
è posta proprio per garantire che si tratti di un’assemblea
capace di assumersi in modo non velleitario impegni ed obiettivi all’altezza
della situazione post-referendaria.
Trentuno anni fa, nel 1974, il successo referendario sul divorzio aprì
la porta non solo ad altre conquiste storiche (la legalizzazione dell’aborto,
e quindi la sconfitta della piaga dell'aborto clandestino; la riforma
del diritto di famiglia; il voto ai diciottenni...), ma fece scoprire
al mondo un'Italia diversa, di cui tanti neppure sospettavano l'esistenza.
La stampa internazionale titolò su un'imprevista e bellissima Italia
laica e occidentale, emancipata da ipoteche oscurantiste, autoritarie,
antimoderne.
Anche stavolta l'attenzione sarà fortissima. Di cosa parlerà
il mondo il 14 giugno? O di un’Italia che si sarà confermata
all’altezza di quelle acquisizioni civili, rinnovando una tradizione
di tolleranza, e facendo conquistare a tutti (anche agli sconfitti nel
voto) una libertà in più; oppure, per la prima volta dopo
decenni, della riscossa, della prepotente rivincita di una minoranza fondamentalista,
incapace di convincere la maggioranza dei cittadini (e meno che mai, dei
cattolici italiani), ma in grado - questo sì - di far vincere un
riflesso di indifferenza, di disinteresse, di astensione.
Altre volte nella storia, la "piccola" e "marginale"
Italia ha regalato al mondo cose rilevanti, incluse grandi tragedie. Anche
stavolta, la posta in gioco non è e non sarà solo italiana:
può partire dall’Italia, in un senso o nell’altro,
un messaggio davvero globale.
Nessuno scontro tra "laici" e "cattolici", dunque:
anche perché, in tutti questi decenni, i cattolici italiani hanno
sempre votato dalla parte delle libertà, distinguendo tra le proprie
personali opinioni e la necessaria laicità delle leggi dello Stato.
Ma un confronto duro tra i liberali da una parte (laici e credenti), e
gli integralisti dall’altra, desiderosi di imporre una coincidenza
tra "peccato" e "reato", tra "articoli di fede"
e "articoli di legge".
Ecco perché è necessario e urgente, in entrambi i casi,
prepararsi a governare politicamente gli esiti del voto referendario.
E i "mille" concreti preannunci di partecipazione costituirebbero
la garanzia anche di presenze "altre" rispetto a quelle che
da settimane o da una vita assicurano le risorse umane ed economiche per
l’iniziativa radicale: l’assemblea infatti si terrà
solo se insieme a loro ci saranno, ad esempio, centinaia di donne e uomini
delle scienze e della cultura, di credenti, di ricercatori ed accademici,
di medici e persone malate che - come Luca Coscioni - scelgano di fare
della propria situazione di debolezza fisica una occasione e una condizione
di forza politica, cittadine e cittadini non rassegnati al degrado politico,
civile e democratico in atto.
Mauro Barni, Gilberto Corbellini, Giulio Cossu, Luca Gianaroli,
Claudio Giorlandino, Armando Massarenti, Luigi Montevecchi, Mirella Parachini,
Donatella Poretti
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Per preannunciare la propria partecipazione, si
può chiamare lo 06-689791, oppure inviare un fax
allo 06-68805396, una email a segreteria.roma@radicali.it
o aderire direttamente compilando il form qui accanto.
Il versamento della
quota di partecipazione di 50 euro, si può effettuare con carta
di credito, telefonicamente (06 6826) oppure con un versamento
intestato al Comitato Promotore referendum (specificando la causale "assemblea
di giugno") alle seguenti coordinate:
SAN PAOLO BANCO DI NAPOLI
CIN: L
ABI: 01010
CAB: 03201
c/c n.: 000027007608
POSTE ITALIANE
CIN: O
ABI: 07601
CAB: 03200
c/c n.: 000033281023
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