Open data: la rivoluzione della trasparenza
I dati che oggi rendiamo pubblici oggi sono stati consegnati a Rita Bernardini in formato chiuso. Sono addirittura stati consegnati in forma cartacea, ma potevano esserle state dati all'interno di un file pdf, ad esempio, e sarebbe stato praticamente lo stesso.
Per essere davvero pubblici è stato necessario effettuare un lavoro di reinserimento, in parte automatico in parte manuale in un file excel, che ha comportato diverse ore di lavoro da parte di Pietro Migliorati e una militante radicale, Elisabetta Badolisani, che poi è confluito online in formato aperto grazie al lavoro di programmazione di Mihai Romanciuc. E' ora disponibile sul sito www.boninopannella.it/trasparenza dove chiunque può vederlo, scaricarlo sul proprio computer, effettuare ricerche, filtrare risultati per tipologia di contratto, settore, nome del fornitore o del consulente, fare calcoli dalle varie voci di spesa.
E' spiegata quindi qui con un esempio la differenza tra formato chiuso e formato aperto.
I dati come consegnati a Rita non sarebbero mai potuti essere trovati ad esempio tramite ricerche su google. Non potevano essere letti da ogni cittadino connesso a internet, a prescindere dal sistema operativo che usa e dai software proprietari che ha installati sul proprio computer. Ma soprattutto non potevano essere oggetto di calcoli e rielaborazioni. Non potevano essere esportati e ripubblicati altrove.
E' per questi motivi che nel mondo di sta affermando un movimento per l'accesso ai dati pubblici in formato aperto anche noto come movimento per gli open data.
Questo movimento ha ottenuto negli ultimi anni molte vittorie, la più rilevante della quale è senz'altro l'elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti.
Uno dei primissimi provvedimento di Obama è stato infatti la Open government directive, a seguito della quale ogni amministrazione del governo ha dovuto pubblicare, nell'arco di 45 giorni dalla direttiva, tutti i dati pubblici in suo possesso su internet. Se andate sul sito di una qualsiasi agenzia federale e aggiungete “barra open” trovate questi dati in formato aperto.
Cito due esempi. Per ridurre il potere delle lobbies Obama ha reso pubbliche tutte le visite alla Casa Bianca. Ogni americano può sapere tramite internet i nomi delle persone che sono entrate nella casa Bianca, la loro affiliazione, la data e l'orario della loro visita.
Il Recovery Act, il pacchetto di stimolo economico varato dal governo Obama per fronteggiare la crisi, che con i suoi 787 miliardi di dollari è stato il più grande piano di investimenti pubblici mai varato nelle storia americana. Ogni spesa superiore ai 10.000 dollari di quel piano di investimenti è pubblicata su internet, insieme alla motivazione, l'identità del fornitore e il testo integrale del contratto.
Provvedimenti simili sono stati presi da altre amministrazione, dal Governo inglese al comune di San Francisco.
Sul sito del Comune di San Francisco sono state pubblicate le applicazioni per l'iPhone create da privati per riutilizzare i dati pubblici in formato aperto, un esempio concreto di cosa significa dare la possibilità di riutilizzare i dati. Ci sono applicazioni per conoscere l'incidenza delle varie tipologie di crimine nelle diverse zone della città, o per localizzare i cassonetti per la raccolta differenziata, o ancora i risultati delle ispezioni sanitarie nei vari ristoranti della città.
In Gran Bretagna grazie agli open data è ad esempio possibile comparare i risultati delle varie scuole a seconda dei risultati degli esami, la valutazione degli alunni e i risultati delle ispezioni del provveditorato agli studi.
Il Comune di Londra ha reso pubbliche tutte le ricevute delle spese dei consiglieri comunali rimborsate con soldi pubblici.
In Italia, ancora più che nei paesi anglosassoni, dove c'è una maggiore cultura della trasparenza e un giornalismo investigativo più forte, si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione basata sulla liberazione dei dati pubblici dal monopolio di gruppi ristretti di persone. Una disintermediazione nell'accesso alla conoscenza di proporzioni e dalla conseguenze inimmaginabili.
Esempi di dati pubblici che possiamo citare sono quelli sul numero di aborti, sugli appalti, sulle liste di attesa delle varie asl, i dati sull'inquinamento ambientale, le liste di attesa per gli asili comunali, le spese dei consiglieri regionali o ancora gli stipendi degli eletti.
Questa battaglia per i radicali è nata con la proposta di un'anagrafe pubblica degli eletti. E' proprio di domenica scorsa il servizio di Report sui doppi incarichi di deputati e senatori, dati che Report è dovuta andare a scovare, quando se fossero stati pubblicati in formato aperto, sarebbe stato facile aggregare in modo automatico dai vari siti istituzionali.
In Italia vige la legge 241 del 1990 sul procedimento amministrativo assegna il diritto di accesso ai documenti amministrativi solo a chi ha una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento. Il Codice dell'amministrazione digitale del 2005 ha obbligato la pubblica amministrazione e rendere disponibili i dati in suo possesso in formato digitale, ma non ha inserito alcun obbligo alla trasparenza.
Molto di più ha fatto lo statuto della Regione Toscana che all'articolo 54 che “tutti hanno diritto di accedere senza obbligo di motivazione”.
Si tratta di dati di interesse pubblico che riguardano attività dell'amministrazione pubblica, appunto pubblica, e che sono raccolti a spese dei cittadini, cioè attraverso le tasse. Per questi motivi dovrebbe essere obbligo di ogni amministrazione metterli a disposizione di tutti i cittadini.
E' per questo che nel programma di Emma Bonino per la presidenza della Regione Lazio, così come nel programma della Lista Bonino Pannella, facendo seguito al progetto Ichino per il rientro del debito della Regione attraverso il progetto di trasparenza totale, abbiamo previsto l'obbligo per tutte le agenzie regionali di rendere disponibili i dati in proprio possesso in formato aperto.
Riprendendo letteralmente il passaggio del programma:
Secondo questo principio, che la Regione Lazio farà proprio, tutti i dati in possesso dell’amministrazione regionale saranno da intendersi come “pubblici”, eccetto quando dimostrate ragioni di riservatezza o sicurezza saranno opposte alla loro pubblicazione. Tutti i dati pubblici saranno rilasciati in formato aperto, ovvero messi a disposizione dei cittadini su internet con queste caratteristiche:
• Completi: Tutti i dati pubblici saranno resi disponibili. I dati pubblici sono tutti i dati eccetto quelli che sono soggetti e valide restrizioni di riservatezza e sicurezza;
• Primari: I dati saranno raccolti alla fonte, con il massimo livello possibile di dettaglio, non in forme aggregate o modificate;
• Tempestivi: I dati sono resi pubblici tanto velocemente quanto è necessario per preservarne il valore.
• Accessibili: I dati saranno disponibili al più ampio numero di utenti per la più ampia varietà di scopi;
• Leggibili dai computer: I dati saranno strutturati per consentire di essere processati in modo automatico;
• Non discriminatori: I dati saranno disponibili a chiunque, senza necessità di registrazione;
• Non proprietari: I dati saranno disponibili in un formato sul quale nessuna entità ha esclusivo controllo;
• Liberi: L’uso e il riuso dei dati non dovrà essere soggetto ad alcuna restrizione derivante da copyright o brevetto.
